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Barbara

Sono Barbara, ho 49 anni, sono mamma di una bellissima bambina di 9 anni e sono parte della squadra di Ryla. Sono stata operata di tumore al seno nel 2016, e ho subito iniziato le terapie. Nel 2017 sono stata nuovamente operata, e nel 2018 ho ripreso a correre. Sì, perché, prima della nascita di Vittoria, correvo, e non ho mai smesso di amare la corsa.

La prima volta che ho attraversato l’ingresso dell’Istituto Oncologico Veneto ho sentito di aver perso una battaglia. Mia madre aveva solo 33 anni quando è morta per un carcinoma mammario. Io avevo 8 anni, e la parola cancro, nella mia mente, è diventata da quel momento la parola più brutta al mondo. Quando avevo 46 anni, e l’ho sentita di nuovo, si parlava di me. Mia figlia aveva cinque anni, e –com’è naturale- non l’ho presa con filosofia.

Non ci sono ricette o regole buone per tutti, ma una cosa l’ho capita presto: continuare a chiedersi “perché a me” non aiuta. E’ successo, punto. Non è un pacco che si può restituire o cambiare. Possiamo però decidere come rispondere al mittente. Quindi meglio continuare a lavorare, prendersi cura di Vittoria, e concedersi più tempo e più pause. Il tumore è una malattia, e in famiglia abbiamo fatto del nostro meglio per trattarlo per quello che è: mi sono curata e ho continuato, nel frattempo, a vivere. Mentre mi curavo, sentivo parlare di queste donne (la prima squadra Ryla) che dopo il tumore avevano preso a correre. Mi sono così fatta una promessa: se ne fossi uscita, avrei ripreso a correre anch’io.
L’ho fatto con un gruppo di donne che sono diventate per me tutte speciali. Oggi corriamo assieme, medici e pazienti.

Sono una ricercatrice, e so che la ricerca è la sola arma che abbiamo per sconfiggere i tumori al seno. Corro perché la ricerca possa fare salti da gigante e per riprendere un po’ della mia libertà.

Un amico mi ha detto della maratona: “I primi 20 km si corrono con le gambe, gli ultimi 22 km con la testa”. Noi siamo una squadra di eterne principianti. Corriamo tutti i 42 km con il cuore.

Ci incontreremo alla mezza maratona di Padova.

Barbara