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Alessia

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Evvivaaa!!! Mi hanno presaaaa!!! Sono ufficialmente nella squadra Ryla!!!

Si ma… io non ho un tumore al seno, cioè… potrei averlo, anzi… avrei potuto averlo.

Andiamo con ordine! BRCA 1: no, non è la parola Barca scritta sbagliata, “è una condizione caratterizzata dalla mutazione genetica dei geni BRCA1 (nel mio caso) e BRCA2. Le donne portatrici di tale anomalia presentano un rischio di sviluppare tumori al seno e all’ovaio più elevato rispetto al resto della popolazione” (molto più elevato). Già! E quando la mamma prima e mia sorella poi hanno sviluppato la malattia, con intervento, chemioterapia e re-interventi e re-chemioterapie, beh, come non fare qualche brutto pensiero. È come avere la famosa spada di Damocle sulla testa.

Certo, la prevenzione diventa imperativa: si rientra nel gruppo di persone che devono fare controlli serrati, ma, questa mutazione ha la caratteristica anche di “velocizzare” il decorso del tumore. Se poi aggiungiamo ai brutti pensieri anche il fatto che ho tre (splendide) figlie femmine e, se ricordo bene le leggi di Mendell, la possibilità che il gene sia passato anche a qualcuna di loro è tutt’altro che remota, che si fa?

Si chiede aiuto alla dottoressa che da sempre mi segue all’Unità dei tumori ereditari perciò, poiché l’unico modo per diminuire il rischio di questa mutazione è togliere gli organi bersaglio, su suggerimento della mia Oncologa (ma è molto riduttivo chiamarla solo oncologa..PS: grazie) ho deciso di fare l’intervento preventivo di mastectomia bilaterale e annessiectomia (ovaie e tube), come da indicazione delle linee guida per il “trattamento” definitivo di questa mutazione.

Mica facile eh, decidere di togliere degli organi per ora sani!
Mica facile decidere di sottoporsi ai rischi che ogni intervento nasconde sempre!
Mica facile decidere di privarsi di qualcosa che ti fa sentire…”donna”!
Mica facile, nemmeno, scrivere qui tutto questo!

Però, per diminuire il rischio della malattia, ma soprattutto per dare un “modello” positivo alle mie figlie (della serie, si può stare bene anche con una spada di Damocle sulla testa) nel 2020 mi sono sottoposta all’intervento in combinata allo IOV.
Intervento: ok. Anestesia: Ko (odio le anestesie) sono stata malissimo! Comunque, dopo qualche giorno, si torna a casa, con i drenaggi, qualche dolore (gestibile) ma pur sempre casa, coccolatissima da tutti! Ma…. c’è sempre un ma, purtroppo!

La “Sfiga del sanitario” (ah già, io sono infermiera) è sempre in agguato e, dopo un mesetto: ta-daaaa ecco un’infezione! Subito si drena, si fa esame colturale e via di nuovo con l’antibiotico. Devo essere sincera: ero arrabbiatissima, ma ho trovato persone meravigliose che mi hanno curato: la Chirurga Plastica è diventato il mio angelo custode, mi ha accompagnata sempre!! (Grazie…), anche il personale infermieristico, gli OSS tutte persone veramente superlative! Ma è stata dura, durissima! Poi, piano, piano tutto si ristabilisce. L’infezione passa e finalmente si torna a casa! Beh, certo, sono stata operata poi altre 3 volte (oltre le 3 precedenti) per cercare di sistemare il danno lasciato dall’infezione).

Insomma…il mio bel “modello” da fornire alle mie figlie, non è stato proprio come avevo immaginato. Ma, se devo essere sincera, dopo tutto questo percorso indaginoso, se provo a mettere il tutto sulla bilancia: beh, mi sono rimaste tante, tante cose belle!

Innanzitutto oncologicamente: obiettivo raggiunto: era tutto negativo!
Ho trovato nella mia famiglia l’unica vera forza e forma d’Amore, quello con la A maiuscola!
Ho conosciuto persone stupende (e qualche “angelo”) che mi hanno accudita con professionalità e tanta umanità e con le quali sono ancora in contatto! E a cui dedico il mio GRAZIE immenso! Ho condiviso la stanza, la vita, le fatiche con donne straordinarie: le mie “amiche di tetta”. Ed essendo stata ricoverata a lungo, ne ho avute tante.

Ho riordinato le priorità della vita: toccare con mano la “fragilità” della vita è molto educativo: fa risistemare per bene la scaletta dell’esistenza, i valori della vita stessa.

E quindi, se oggi sono qui a scrivere, a raccontare di me, è perché una delle cose che è balzata in avanti nella mia classifica personale è la PREVENZIONE.

Sì, perché, purtroppo, anche le mie figlie hanno ereditato la mutazione BRCA! Alla faccia delle probabilità: non una, non due ma tutte e tre le mie ragazze!!!!

Ecco perché mi piace fare parte di questa squadra RYLA! Potrò contribuire a fare conoscere ad altre donne che si può, si deve prevenire. E lo si fa molto con la ricerca. E per quella ci vogliono soldini!

Ogni volta che ci troviamo per una corsa, allestendo prima il gazebo, ci sono anch’io là, in prima linea, pronta, con le altre, ad accogliere qualsiasi donna abbia bisogno, fornendo indicazioni, supporto e amicizia; ci sono anch’io a cercare di raccogliere fondi per fare crescere la speranza.

Io ci metto le mie forze, la mia faccia, la mia passione, voi… voi aiutateci! Un piccolo dono da parte vostra, sarà un grande regalo per la speranza, per il futuro, per le mie figlie, per le figlie di tutti!

GRAZIE in anticipo!

Alessia